Primi in Umbria ad assumere tramite l’Art. 14
Giovedì 4 dicembre 2025 abbiamo raggiunto un traguardo che per noi rappresenta molto più di un risultato formale: Nicola Cerami è diventato la prima persona in Umbria assunta tramite l’Art. 14 della Legge Biagi.
Si tratta di un passaggio storico per il nostro territorio e di un momento che sentiamo profondamente nostro, perché è il frutto di un percorso costruito nel tempo, con determinazione, competenza e una rete di collaborazioni solide.
L’assunzione è stata realizzata da VIVA Cooperativa Sociale grazie alla collaborazione con Gruppo Farchioni 1780, realtà imprenditoriale che ha scelto di credere concretamente nel valore dell’inclusione lavorativa.
Un risultato che nasce dalla collaborazione
Questo traguardo non sarebbe stato possibile senza il contributo di chi, negli anni, ha sostenuto il nostro lavoro e condiviso con noi la visione di un’inclusione reale, strutturata e capace di generare valore per tutti.
Ringraziamo Legacoop Umbria e Regione Umbria, che hanno supportato il percorso con attenzione istituzionale e accompagnamento costante.
Un ringraziamento particolare va all’Avv. Massimo Rolla, Garante per i diritti delle persone con disabilità della Regione Umbria, per il suo impegno e la sua vicinanza.
Desideriamo inoltre esprimere la nostra gratitudine a ARPAL Umbria, che ha contribuito a rendere possibile questo percorso, e alla nostra agenzia di consulenza per gli inserimenti mirati, ANDEL Agenzia Nazionale Disabilità e Lavoro, nella persona del dott. Marino Bottà, per la professionalità e la competenza dimostrate.
Un punto di partenza, non di arrivo
Per noi questo non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase. L’Art. 14 della Legge Biagi rappresenta uno strumento concreto per costruire percorsi di inserimento lavorativo capaci di coniugare diritti, dignità e sviluppo economico.
Siamo orgogliosi di aver contribuito a scrivere una pagina nuova per l’Umbria e di averlo fatto attraverso un lavoro di rete, dialogo e responsabilità condivisa.
Continueremo a lavorare perché questa esperienza non resti un caso isolato, ma diventi un modello replicabile, capace di generare opportunità e di rafforzare una cultura del lavoro inclusiva e sostenibile.
Per approfondire: